L’immagine che viene in mente al visitatore è l’inferno dantesco,
orrido e incantevole al tempo stesso, dove la vera protagonista è
l’acqua.
Nel suo scorrere incessante da milioni di anni le acque del
fiume Bussento erosero il calcare del M. Cervati (si è a quota 1100)
modellando un profondo inghiottitoio alto fino a 60 metri le cui pareti
interne sono addobbate di vegetazione igrofila: una nicchia botanica
impreziosita da una piccola cascata e da un laghetto alimentato dall’acqua
piovana.
Per accedere all’orrido è necessario attraversare una galleria di
circa 400 metri... E nervi saldi! §
