Affondatore di Vallivona

(Testi di Giovanni Cammarano)

L’immagine che viene in mente al visitatore è l’inferno dantesco, orrido e incantevole al tempo stesso, dove la vera protagonista è l’acqua.

Nel suo scorrere incessante da milioni di anni le acque del fiume Bussento erosero il calcare del M. Cervati (si è a quota 1100) modellando un profondo inghiottitoio alto fino a 60 metri le cui pareti interne sono addobbate di vegetazione igrofila: una nicchia botanica impreziosita da una piccola cascata e da un laghetto alimentato dall’acqua piovana.

Per accedere all’orrido è necessario attraversare una galleria di circa 400 metri... E nervi saldi!   §